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cetacea
 

Ricerca

Cetacea conduce progetti di ricerca in autonomia o con la collaborazione di Università e Istituzioni italiane o straniere. Coordina o partecipa a progetti di valenza europea come Adria-Watch o il Life “Tartanet”.
Pubblicazioni scientifiche, tesi di laurea, partecipazioni a convegno internazionali sono il risultato delle nostre attività di ricerca e il nostro contributo alla conoscenza degli ambienti naturali.

PROGETTO ADRIA-WATCH (interreg IIIA)
La Fondazione Cetacea ha predisposto, per la Provincia di Rimini, il piano per un Osservatorio dei Grandi Vertebrati del Nord Adriatico. Finanziato da fondi europei e dalla stessa Provincia di Rimini, con il coordinamento scientifico della Fondazione Cetacea e numerosi partner (WWF Italia, Protezione Civile Numana, Parco del Conero, Università di Zagabria e Vivamar Slovenia), il progetto si propone di:
- creare una rete di centri in cui si utilizzino standard omogenei e vi siano momenti di confronto e condivisione delle conoscenze;
- identificare i parametri di popolazione e di alimentazione delle spacie coinvolte (Cetacei, Tartarughe e Squali);
- Promuovere azioni di sensibilizzazione nei riguardi delle giovani generazioni e dell’opinione pubblica sui problemi dell’inquinamento marino;
- Promuovere azioni di divulgazione al “grande pubblico” sulla ricchezza biologica dell’Alto Adriatico.

TARTANET (progetto LIFE)
La Fondazione Cetacea è partner del progetto Life: “TARTANET – Un network per la conservazione delle tartarughe marine in Italia”. Tale Progetto si propone di attuare un’efficace strategia di conservazione di questi rettili, su scala nazionale e a lungo termine.
Il progetto è quadriennale e prevede, fra l’altro: la creazione di un network di Centri recupero per le tartarughe marine; il coordinamento e la standardizzazione delle iniziative e delle attività; la sperimentazione di sistemi per la riduzione delle catture accidentale tipo TED (Turtle Excluder Device); l’attivazione di un servizio di Pronto Intervento Tartarughe con un numero verde sempre attivo su tutto il territorio nazionale per la segnalazione di catture accidentali e l’attivazione e il coordinamento degli interventi di recupero; l’elaborazione di un piano nazionale per la riduzione dell’interazione con le attività di pesca che preveda programmi, regolamenti, normative, eventuali forme d’incentivazione per favorire la diffusione di sistemi di pesca a basso impatto; la realizzazione di un programma d’interventi per la sensibilizzazione del grande pubblico.