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L'Ospedale delle Tartarughe

Le Tartarughe sono a rischio di estinzione sia perché l'urbanizzazione costiera sta limitando le aree nelle quali vengono deposte le uova sia è moltissimi esemplari vengono accidentalmente uccisi durante le attività legate alla pesca. La Fondazione Cetacea costituisce un punto di riferimento per l'area costiera dell'alto Adriatico. Essa dispone di una rete di collaboratori e dell'appoggio logistico fornito dal parco Oltremare, in cui è collocato l'Ospedale delle Tartarughe della Fondazione Cetacea; una struttura dotata di diverse vasche con acqua marina, filtraggio e riscaldamento. Gli esemplari ospedalizzati sono seguiti da un'equipe veterinaria eccezionale e sono sistematicamente sottoposti a analisi del sangue, radiografie e T.A.C. image

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Con questa struttura la Fondazione Cetacea si propone sempre di più come uno dei più importanti centri di recupero di tartarughe in difficoltà d'Italia. A ciò si aggiungono le conoscenze, le esperienze e la credibilità maturate in più di 15 anni di questa attività. Nel periodo 1986-2006 sono stati rilasciati, previa marcatura e dopo un periodo di degenza, più di 200 esemplari di Caretta caretta.


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Rilasci


Tutte le Tartarughe curate nella nostra struttura vengono successivamente restituite al mare, previa marcatura, grazie alla immancabile collaborazione con le autorità: Capitanerie di Porto e Guardia di Finanza ogni volta ci mettono a disposizioni mezzi e uomini pr realizzare questi emozionanti eventi. image

Curiosità.


Giovedì12 dicembre 2002, è arrivata all'ospedale delle tartarughe LUCKY, una tartarughina piccolissima di appena 6 cm (lunghezza del carapace), sfortunamente morta dopo poche ore. E' stata trovata spiaggiata a Grottammare, vicino ad Ascoli Piceno (Marche) e recuperata dal Dott. Luca Amico, responsabile della Protezione Civile di Numana. La presenza di esemplari così giovani (è praticamente una neonata) è eccezionale nella nostra area, perchè in Adriatico non ci sono spiagge adattate per la nidificazione. Lucky è probabilmente nata fra giugno e luglio dello stesso anno, in un sito di nidificazione in Grecia. Per arrivare da noi la coraggiosa piccola ha quindi dovuto percorrere centinaia di chilometri in mare aperto!
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